Non Riesci ad Accettare le Perdite? Cosa ho Imparato in Oltre 20 Anni di Trading

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Autore: Bruno Moltrasio

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Ogni Trader, anche il più esperto, perde

L’ assoluta avversione a chiudere in perdita una operazione che non è andata per il verso giusto è una delle difficoltà maggiori che un neofita incontra quando comincia a fare trading.

Bene, impara questa lezione:

devi sempre mettere un limite alla perdita che può generare la tua operazione.

Le motivazioni alla base di una possono essere le più disparate. Dal semplice errore di interpretazione di una situazione di mercato, allo sbaglio nell’ inserimento di un ordine, una notizia improvvisa che influenza negativamente l’ andamento dell’ operazione e così via.

Ricorda: una perdita non è mai un insuccesso. Men che meno se l’ hai subita nonostante tu abbia seguito tutte le regole del sistema.

Puoi anche avere fatto tutto correttamente, tuttavia l’ operazione potrebbe andare male.

Questo perché il sistema che userai aumenta le probabilità di successo della tua operazione, ma non può garantirne il buon fine al 100%.

Nel trading non esiste il “Sacro Graal”, non esistono formule magiche che possano garantire di guadagnare sempre, in ogni situazione.

Per questo è necessario chiudere in perdita, al livello prestabilito ( ti insegnerò come fare) quelle operazioni che non vanno per il verso giusto.

Moltissimi trader azzerano il loro conto perché non seguono in modo rigoroso questa semplice regoletta.

Purtroppo il nemico numero uno del trader è il proprio ego.

Quando si entra sul mercato, e la nostra operazione non va bene, si mettono in moto meccanismi deleteri per il nostro portafoglio. Il trader medio non accetta di avere sbagliato l’ operazione e la terrà aperta sperando che possa tornare in utile.

Alcune volte avrà ragione, e riuscirà ad azzerare la perdita. Ma quella volta che il mercato continuerà ad andargli contro, il suo patrimonio subirà perdite irrecuperabili.

E così pure il suo patrimonio psicologico. La conseguenza? Il trader perderà la fiducia in sè stesso, sarà bloccato, conoscerà la paura, e non riuscirà più a prendere serenamente le proprie decisioni di trading. In una parola il suo trading sarà perdente. Per questo motivo…

è importante che tu sappia accettare le perdite.

Ma come fare?

C’ è un modo molto semplice per riuscirci: pensare alle perdite come ad una componente essenziale del trading, una sorta di assicurazione del proprio capitale.

In altre parole, se l’ operazione si rivela sbagliata la chiuderai con una piccola perdita in modo da evitare che questa si ingigantisca al punto tale da erodere tutto il capitale che hai messo a disposizione per fare trading.

Nel gergo del trading, questo modo di procedere, cioè mettere un limite alle perdite, si chiama “stop loss” ( stop alla perdita) . E il suo utilizzo è fondamentale per il trader.

Subisci una perdita, è vero, ma continui ad avere il capitale necessario ( economico e psicologico) per continuare ad eseguire le tue operazioni, e avere così la possibilità di recuperare la perdita che hai appena subito.

Guarda l’ immagine seguente. Sono le operazioni di una mia giornata di trading su un conto reale.

Come puoi notare, non tutte sono positive. La seconda, ad esempio, ha incassato una perdita di 503, 25 euro. Quella delle 17. 56 si è pure chiusa in perdita e così quella successiva. Eppure, complessivamente, la giornata di trading ha portato ad un guadagno di 451, 50 euro.

Ebbene si, la buona notizia è che pure a un trader esperto come me capita di chiudere delle operazioni in perdita Nonostante questo, sono un trader vincente.

Può addirittura succedere di chiudere delle giornate in perdita, come puoi vedere nell’ immagine seguente: sono i risultati di un mese del mio trading, sempre su un conto reale.

Il mese è iniziato male, proprio con una giornata chiusa in perdita: – 358 euro.

Questo perché quel giorno, complessivamente, le perdite subite hanno superato i guadagni delle operazioni chiuse in positivo.

Quando il mercato non va nella direzione prevista, fedele a quello che insegno, applico lo stop loss e incasso la perdita, pronto poi a ripartire con nuove operazioni.

Come vedi incassare le perdite è fisiologico, ma come diceva il grande Totò, “è la somma che fa il totale”.

Insomma, l’ importante è il risultato finale.

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Ora, lasciando per un attimo da parte il valore di queste perdite, e dei guadagni ( che sono ovviamente proporzionati al capitale che ognuno di noi intende utilizzare per il trading), l’insegnamento che devi trarne è che mettere un limite alle perdite chiudendo l’operazione che non va per il verso giusto, ha una serie di vantaggi:

  • resetti la mente e ti prepari alla nuova operazione ( mentre se continui a tenere aperta l’ operazione in perdita tutti i tuoi sforzi saranno concentrati su quell’ unica operazione e sarai “immobilizzato”;
  • sei subito pronto a cogliere nuove occasioni di trading;
  • eviti lo stress che deriva dal seguire una operazione in perdita;
  • eviti i sensi di colpa, inevitabili nel caso la perdita aumenti in misura considerevole;
  • eviti, ancora prima, di trasformare in voragine un piccolo buco del tuo conto.

Supponendo di avere 10. 000 euro di capitale, un conto è perdere 200 euro, altro è perderne 2000. Sembra banale e quasi scontato ( meglio perdere meno che di più, ovvio) . Ma se ci pensi bene, nel primo caso la perdita è presto recuperabile, è sufficiente chiudere una operazione con un guadagno di circa il 2% del tuo capitale.

Assolutamente fattibile.

Nel secondo caso, invece, hai perso il 20% e per ricostituire il tuo capitale non ti basta più un guadagno del 20%, ma occorrerebbe un rendimento pari a ben il 25% del tuo capitale residuo.

Quello a cui pochi pensano è che c’ è una forte asimmetria fra la percentuale delle perdite che subisci e quella del guadagno necessario a ricostituire il tuo capitale iniziale.

Guarda la tabella a fianco:

Se parti con 10. 000 euro e perdi 2000 euro pari al 20%, ti restano 8. 000 euro sul conto. Per tornare a 10. 000 euro ti occorre una performance sul tuo capitale residuo ( che dopo la perdita ammonta a 8. 000 euro) pari al 25% .

Come vedi, se mantieni basse e sotto controllo le perdite, evitando che si ingigantiscano, puoi ricostituire il tuo capitale molto velocemente. Viceversa, se lasci che la piccola perdita diventi una voragine, recuperare il tuo capitale sarà molto, molto complicato.

Tenendo sotto controllo le perdite nel modo che ti insegnerò a fare, riuscirai a conservare il tuo capitale e potrai continuare a fare trading.

Questo è un passo fondamentale nel tuo percorso verso un trading di successo:

Impara ad accettare le perdite.

Accettare le perdite, dunque, non significa affatto guardare passivamente la perdita aumentare sempre più nel tuo portafoglio. Al contrario, accettare la perdita comporta la necessità di intervenire prontamente non appena questa supera la soglia prestabilita, in modo da conservare il capitale che ti è necessario per continuare ad operare.

A breve vedremo insieme quale sia la soglia massima di perdita sostenibile per ogni operazione, ovvero come e dove chiudere la posizione quando le cose non vanno per il verso giusto.

Imparare ad accettare le perdite significa dunque chiudere una operazione senza alcuna esitazione, al livello prestabilito, quando il mercato non va nella direzione che avevi previsto.

Molti trader non tagliano le perdite per un problema di ego, come abbiamo visto; altri perché neppure sanno come deve essere gestita una operazione, e non hanno la minima cognizione di cosa sia un buon risk management ( letteralmente: gestione del rischio) .

Questi signori fanno trading improvvisando, basandosi sull’intuito personale, o per sentito dire, magari seguendo i consigli di un amico e, proprio per questo motivo, quando si trovano di fronte a un evento imprevisto si trovano spiazzati, perché non sanno come reagire alle avversità del mercato.

Ecco allora che questi (pseudo) trader non tagliano le perdite che si ingigantiscono sempre più e spesso finiscono con l’ erodere tutto o quasi il capitale a disposizione per il trading. TILT esatto, proprio come nei flipper di una volta finiscono le biglie ( il capitale) e finisce la partita.

Ora che hai imparato che occorre mettere un tetto massimo alla perdita posizionando correttamente il punto di uscita da una operazione ti chiederai… 

…ma come individuare il giusto livello di perdita?

Dimensionare lo stop in modo corretto è un ottimo modo per migliorare le performance di una buona tecnica.

Uno stop troppo piccolo può essere altrettanto dannoso di uno stop troppo grande: entrambi portano alla distruzione del patrimonio. Con il primo sistema ci metti più tempo ma l’ esito della tua operatività è sempre infausto.

Noi di Cultura Finanziaria abbiamo conosciuto diversi trader che mostrano agli altri le loro strisce di operazioni chiuse in positivo.

Sono bravi?

No, perché questo è solo il dritto della medaglia. Quasi certamente questi trader utilizzano target molto ridotti e stop talmente larghi che difficilmente il mercato va a colpirli e hanno alte probabilità di successo ( da qui le strisce positive di operazioni vincenti) .

Ma il rovescio della medaglia lo hanno quando l’ operazione va male e tutti i profitti realizzati vengono di colpo cancellati con un’ unica disastrosa perdita.

Come nella vita di tutti i giorni, anche nel trading occorre la giusta misura, specialmente nel posizionare gli stop loss.

Potresti prendere moltissimi stop piccoli e i tuoi guadagni non ti ripagherebbero mai della perdita subita. Allo stesso modo dicasi per stop loss esagerati: in questo caso potresti realizzare tanti piccoli guadagni e poi, con una sola perdita, saresti costretto a ripartire da zero.

Tagliare le perdite vuol dire:

  • Mettere gli stop;
  • Posizionarli nel modo corretto;
  • Non spostarli;
  • Non toglierli.

Tieni sempre a mente questi passaggi ( anzi, meglio che te lo scrivi su un post- it da attaccare sopra il tuo monitor) perché ben presto ti accorgerai che sono la discriminante tra un trader di successo e uno mediocre, e tu vuoi essere un trader della prima categoria.

Giusto?

Bene, vediamo subito come dimensionare correttamente uno stop loss.

La maggior parte dei trader si concentra sulla tecnica da utilizzare per aprire la posizione dimenticando un aspetto invece essenziale:

… il Money Management, ovvero “le chiavi della cassaforte” così come è stato definito dal famoso trader Larry Williams ( che ho avuto il piacere di conoscere personalmente) nel suo celeberrimo libro “ I segreti del trading di breve termine” .

Sono certo che ora ti starai chiedendo cos’ è il money management e perché è così importante.

Anzitutto devi sapere che per money management, letteralmente “gestione del denaro”, si intende il complesso delle regole mirate alla massimizzazione dei profitti e alla riduzione delle perdite che, in una parola, si traduce in gestione efficiente del proprio patrimonio.

Il Money Management si divide in due rami fondamentali:

Il risk management ( gestione del rischio) e position sizing ( dimensionamento della posizione) che sono strettamente connessi.

Tutto parte dalla premessa che capire sempre e comunque cosa farà il mercato rimane un’ utopia;

… è molto meglio imparare delle regole su quanto investire per ogni singola operazione, come impostare il rischio massimo per ogni trade, e come diversificare l’ operatività per abbassare il rischio.

Ho molto insistito nel passo precedente sul concetto di accettazione della perdita.

Ora è importante che tu capisca come dimensionare correttamente uno stop loss, vale a dire quale sia la perdita massima accettabile ( e sostenibile) per un conto di trading.

Ecco allora alcune regole basilari che devi seguire:

  • Rischia al massimo il 2% del capitale complessivo ( quello che usi per fare trading) su ciascuna operazione;
  • Utilizza sempre lo stop loss in ogni l’ operazione;
  • Definisci sempre il rischio massimo del tuo portafoglio.

Ciò significa che dovessi chiudere in perdita tutte le operazioni aperte, devi conservare una quota di capitale sufficiente per continuare ad operare. Ti consiglio di non superare giornalmente una perdita che vada oltre il 5/ 6% del tuo capitale) .

Se raggiungi il tetto massimo di perdita giornaliero smetti di operare per quel giorno e attendi il giorno successivo. Evidentemente non sei in sintonia con il mercato.

Facciamo un esempio per capire meglio questi numeri…

Supponiamo che tu dedichi 10. 000 euro di capitale al trading.

Il rischio massimo per ogni operazione dovrebbe essere di 200 euro; se in quella giornata, particolarmente negativa, raggiungi 500/ 600 euro di perdita, devi fermarti e aspettare il giorno successivo per riprendere a fare trading.

Un’ ultima regola ma non meno importante è di nuovo la prima:

….dedica al trading SOLO il capitale che puoi permetterti di perdere.

Se le cose non dovessero andare nel verso giusto, la perdita di quel capitale, in tutto o in parte, non deve influire minimamente sulla qualità di vita tua e dei tuoi cari.

Se segui queste piccole regole sei già a metà dell’ opera.

Alla Prossima e Buon Trading!

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Bruno Moltrasio

Bruno Moltrasio

Sono un avvocato e opero in Borsa dal 1998 come trader privato. Nel 1999 ho frequentato un Master di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari e ho cominciato a guardare i grafici con occhio diverso e ad investire in modo più consapevole. In questo periodo ho redatto per il quotidiano MF – Milano Finanza, la rubrica settimanale Vita da Trader, che, forse, avrai avuto qualche volta occasione di leggere. Coautore del libro Dalle strategie direzionali allo Spread Trading.

Partecipo abitualmente, come relatore all’IT Forum (Investment & Trading Forum) nonché al TOL Expo di Borsa Italiana e ho collaborato con primarie realtà del mondo del trading online, come Intesatrade, Wetrade, Webank, BPM, Nuovi Investimenti Sim, Iwbank, BNP Paribas, E*Trade, Traderlink con il suo Visual Trader, eSignal, Trading Library, Tradestation e altri ancora.

Dal 2009, ricopro la funzione di consulente esterno per l’area education di IG.

Bruno Moltrasio

Bruno Moltrasio

Sono un avvocato e opero in Borsa dal 1998 come trader privato. Nel 1999 ho frequentato un Master di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari e ho cominciato a guardare i grafici con occhio diverso e ad investire in modo più consapevole. In questo periodo ho redatto per il quotidiano MF – Milano Finanza, la rubrica settimanale Vita da Trader, che, forse, avrai avuto qualche volta occasione di leggere. Coautore del libro Dalle strategie direzionali allo Spread Trading.

Partecipo abitualmente, come relatore all’IT Forum (Investment & Trading Forum) nonché al TOL Expo di Borsa Italiana e ho collaborato con primarie realtà del mondo del trading online, come Intesatrade, Wetrade, Webank, BPM, Nuovi Investimenti Sim, Iwbank, BNP Paribas, E*Trade, Traderlink con il suo Visual Trader, eSignal, Trading Library, Tradestation e altri ancora.

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